fotografia

Manuele Ferrari

Bienne

Un racconto breve per Es Beck

L’altro giorno ho incontrato un uomo. Non era la prima volta che lo vedevo. La prima volta aveva soltanto le bretelle. Ora invece no. Oltre alle bretelle teneva in mano una macchina fotografica e parlava con una voce bassa e sottile, come se parlando quello che in verità lo interessava fosse il silenzio intorno e non le parole. Mi ha mostrato alcune immagini raccolte di notte con la sua macchina fotografica. Per quasi un anno si è trovato a girare per un teatro. Con le bretelle e la macchina. Così ha imparato a inseguire le ombre. A scovarle e a scavarle. Per vedere se alla fine è possibile che appaia un paesaggio dall’altra parte. L’altra parte del buio e della luce. Prima, quando aveva soltanto le bretelle, io non lo capivo. Adesso anch’io inseguo le ombre.


achille ascani fotografo
cerniere di stili

Francesca Baboni

SOVRA – POSIZIONI

La fotografia è una mannaia che coglie nell’eternità l’istante che l’ha abbagliata.

HENRI CARTIER-BRESSON

Quando si ragiona di fotografia, in questi ultimi anni viene sempre da pensare alla rielaborazione, poiché si contano sulle dita di una mano i fotografi – in seguito  soprattutto al grande successo o sciagura del digitale – che ancora utilizzano il mezzo fotografico senza alcun intervento a posteriori di post – produzione.Achille Ascani è uno di questi e la cosa gli rende sicuramente merito. E la cosa sorprendente è che la sua modalità fotografica, che prevede la scansione diretta del negativo, non può certo essere considerata tradizionale nel senso letterale del termine, poiché la tecnologia, in particolar modo la tanto discussa realtà fotovoltaica, diviene elemento fondamentale per dare valore aggiunto all’immagine prescelta.


achille ascani fotografo

emancipazione

Il fotografo inizia la sua ricerca legandosi all’energia, parola chiave della sua poetica fotografica, alle fonti rinnovabili e soprattutto alla luce, elemento fondamentale e prezioso per la costruzione della composizione. Non sono un numero certamente esiguo i fotografi che a partire dagli anni ’70 si sono interessati al contesto urbano, ma Achille Ascani è riuscito sicuramente a trovare una sua individuale originalità sia sul piano estetico che narrativo, affidandosi agli stimoli che gli arrivavano dal sistema urbanistico. Il fotografo utilizza il medium fotografico per dialogare con ciò che vede attorno e nello stesso tempo schierarsi a favore di determinati settori particolarmente scottanti dal punto di vista sociale, come le contraddizioni economiche o il grande punto interrogativo della filosofia legata all’energia alternativa, sposata da molti ma capita effettivamente e messa in pratica da pochi. La sua passione parte da lontano, dall’attenzione alle architetture delle periferie abbandonate, dal degrado che lo affascina e disgusta al contempo, e arriva fino alle città che incontra viaggiando in tutta Europa, delle quali coglie intriganti particolari, muovendosi sempre di notte. Un dettaglio notturno, un momento vissuto ai margini dell’abitato, diventa il protagonista di una nuova visione particolareggiata creata dalla sola pellicola e dal suo tempo di attesa.


achille ascani fotografo

giochi di potere 90×120

L’attimo catturato viene poi sovrapposto dal fotografo ad un altro nello stesso istante in cui osserva un’ulteriore immagine che cattura inspiegabilmente la sua attenzione e che subito ferma, contribuendo alla creazione di una suggestiva concatenazione di effetti luminosi che vanno a costruire un paesaggio immaginario e surreale, per certi versi non più riconoscibile.

Uno spazio dove non c’è posto per la figura umana a meno che non sia vicina ad una fonte di luce.

Non c’è alcuna uniformità di visione, Achille Ascani gioca con la macchina da presa come un abile giocoliere e imprime la pellicola con la luce come fosse un pennello, spostando e attendendo con lunghi tempi di esposizione, sfrutta i fasci luminosi delle luci artificiali prodotte dai fari delle macchine e dai lampioni per farli incontrare, intrecciarsi tra loro e vibrare assieme come in una danza pirotecnica, per creare un effetto straniante e un turbinio affascinante che disorienta immancabilmente l’osservatore.

La visuale immaginaria di Achille Ascani è fatta di istanti rubati al tempo vissuto, di una memoria che non vuole essere cancellata, di angoli nascosti che sovente passano inosservati, cartelloni pubblicitari apparentemente innocui ma in realtà forieri di ambiguità, di pezzi di città che sfuggono all’occhio dell’osservatore ma non a quello attento del fotografo che assemblea con innovativa fantasia.


achille ascani fotografo

prospettive 120×90

E aggiunge un elemento di costruzione all’immagine, racchiudendola tra due lastre di plexiglass retroilluminato, che rimarca e rende maggiormente visibile l’artificialità delle vibrazioni luminose che irrompono nel buio della notte sottolineando il contrasto delle sovrapposizioni. Un altro elemento interessante che va ad aggiungersi al soggetto prescelto è il titolo, che spesso sottolinea in modo ironico la tematica che si intende denunciare. Nell’opera Riflessioni, il difficile accostamento tra due differenti segnali stradali lascia trasparire nei reciproci riflessi una simbologia che fa pensare al femminicidio, in Prospettive invece la fontana di Piazza della Vittoria a Reggio Emilia viene accostata coi suoi giochi d’acqua al monumento ai caduti che alza la mano simbolicamente verso il cielo mentre gli scrosci acquatici puliscono e lavano da ogni colpa. Achille Ascani denuncia in modo velato e sottile ciò che accade e spesso non si vuole vedere, come nella fotografia Segni urbani, in cui un cantiere nel centro di Bologna dalle pannellature di plastica trasparente si sovrappone a una vetrina di negozio con la scritta “saldi”, a sottolineare i contrasti della vita e della quotidianità, le opere pubbliche che rimangono incompiute con grande spreco di denaro e i negozi costretti a chiudere per la crisi o in Giochi di potere, dal titolo fortemente allusivo, ambientata nella città lagunare, in cui appare nel fondo la chiesa di S. Marco, simbolo del potere estremo della Chiesa e del Vaticano, che con i suoi recenti scandali ha dimostrato la sua debolezza, accostata ad una vetrina di un noto brand che simboleggia il potentato economico e commerciale della moda.


achille ascani fotografo

punto fermo nell’universo mobile


achille ascani fotografo
Riflessioni. 55×65

Achille Ascani
apparizioni a berlino 35×45

Sandro Parmiggiani

Disegnare la notte. Le luci del buio nelle fotografie di Achille Ascani

Achille Ascani (Parma, 1969) è un giovane fotografo, che ha scelto di vivere e lavorare a Carpineti, immerso nella natura, lontano dai clamori e dalle frenesie della città, e che fin dall’esordio non teme d’avventurarsi nei territori nuovi della sperimentazione e della contaminazione dei linguaggi, piegando il mezzo fotografico alle sue esigenze di creare immagini sospese tra il reale e il visionario. La notte era, un tempo, il regno dell’ombra impenetrabile, dell’impossibilità di vedere nitidamente, anche se in essa si celavano e talvolta si manifestavano presenze, dentro ciò che si mostra nel reale e dentro ciò che s’agita nell’interiorità, che potevano essere percepite e messe a fuoco, se si sgombrava il campo da ogni interferenza visiva o sentimentale. Da tempo, ormai, sappiamo che raramente così più non è: il persistente inquinamento che ci avvolge è diventato, oltre che sonoro, anche visivo, e le luci di una notte serena dell’estate non sono più solo quelle delle stelle e delle lucciole.

 


Achille Ascani

complementari 35×45

Achille Ascani ha realizzato le sue fotografie, scattate durante suoi viaggi a Barcellona, Berlino, Dresda, Tirana, che ci restituiscono qualcosa di inconsueto: sovrapposte alle silhouette delle città o di un paesaggio lontano, ai profili illuminati che si stagliano dentro il cielo, silenti totem del moderno che talvolta si riflettono e si scompongono, ecco manifestarsi scie luminose dal tratto continuo, baffi e sbuffi di luce, come se una mano misteriosa, che regge una sorgente di luce, si fosse messa a disegnare sul negativo volute, slanci, torsioni danzanti nel vuoto. Achille ottiene queste contrapposizioni afferrando la macchina fotografica, che sul cavalletto ha per un tempo abbastanza lungo introiettato ciò che le stava di fronte, muovendola rapidamente sotto la luce di un lampione stradale, o quella che fuoriesce da una vetrina, ed esponendo l’immagine che si era formata a questo fascio luminoso, operazione che, se non controllata sapientemente, può “bruciare” quello che la pellicola ha appena catturato. Le immagini di Ascani vivono di un contrasto evidente: quello tra un reale, che pure dentro l’ombra riesce a manifestare le sue sembianze, e una luce che irrompe, quasi volesse tutto cancellare; quello tra fissità dell’immagine impressa e movimento senza tregua della luce, in preda a contrazioni, a spasmi, a un delirio che sovverte la stessa percezione dell’immagine originaria. Achille ha montato queste fotografie entro supporti, retro-illuminandole attraverso un dispositivo che riceve energia elettrica da un modulo fotovoltaico. In un qualche modo, dunque, un’operazione “concettuale” che vuole anche dire quanto si potrebbe ancora fare per sfruttare le potenzialità del fotovoltaico, favorendo un approccio più corretto e rispettoso nei confronti della natura.  Un’idea del moderno, e dei suoi volti contraddittori, che inquieta e affascina.


Achille Ascani
coriandoli di luce 35×45

Achille Ascani

energia verticale


Achille Ascani

linea d’alba 35×45


Achille Ascani

Ponti di luce 90×120


 

Achille Ascani

velocità sul mare 35×45


achille ascania fotografo
oltre confine

Stefano Taddei

POST/LUCE

How true is this?
Just get it over with
If this is true, just let it be

Metallica, Ride the Lighting

Siamo la società della finta sicurezza. La luce e la sua propagazione ci trasmettono la tranquillità. In realtà la nostra è una società profondamente instabile. La luce non è solo un fenomeno di certezza, è anche manifestazione di creatività. La propria scia, il suo rimembrarsi nella coscienza modulano inedite possibilità estetiche. Su questo tragitto si ritrova la ricerca di Achille Ascani. I numerosi e diversificati fasci luminosi catturati dall’autore nella notte del mondo sono solo un piccolo preambolo per un’indagine approfondita sulle dinamiche delle energie che attraversano le nostre esistenze. Siamo troppo abituati a pensare che la luce tolga le tenebre all’attuale esistere.


 

achille ascania fotografo

Scorrere i livelli

Con la coscienza di tali oscurità dell’anima ma non solo, si possono esemplificare nuove traiettorie di senso del nostro permanere al mondo. Le energie rinnovabili e la loro apparizione nella contingenza sono fenomeni pregnanti per il futuro dell’umanità. Nelle opere di Achille Ascani la luce assume la parvenza del ricordo che non abbandona mai, dove l’attraversare anche velocemente varie parti del mondo non rimane solo spostamento sostanziale dell’essere. Proprio in questa sovrapposizione di tempi e modalità si situa una delle peculiarità di tale ricerca. In queste immagini non vi è presenza umana, anche se ci sono parecchi riferimenti ad un possibile passaggio esistenziale per l’essere umano. La luce riempie infatti le nostre vite, sovente senza alcuna coscienza di un suo migliore utilizzo e sfruttamento estetico. Dietro a certe apparizioni si celano sempre nuove esemplificazioni. Achille Ascani è sicuramente un autore che s’immerge in questa dinamica sensoriale ed umanamente ne rimane suggestionato. In tale tragitto le diverse influenze vengono veicolate in proposte artistiche inusuali.


achille ascania fotografo

SEGNI URBANI 65X50

La percezione dell’osservatore viene perciò catturata in un vortice di impressioni mai conchiuse. La luminosità assume nuove valenze e anche il nostro esistere adotta nuove tracce di senso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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